Museo il Tamburo Parlante

L'impostazione del Museo il Tamburo Parlante si differenzia da quella tradizionale dei musei etnografici: invece di presentare le singole etnie attraverso sequenze di oggetti loro appartenenti, abbiamo scelto di dedicare ognuna della quattro sale ai prodotti materiali che hanno origine in una delle quattro principali regioni naturali entro le quali si possono suddividere gli ecosistemi dell'Africa Orientale. Identiche sono infatti le materie prime alla base degli oggetti creati da popolazioni che vivono in uno stesso ecosistema, e, sebbene sussistano importanti differenze culturali tra queste genti, abbiamo scelto di non insistere sulle relative differenze etniche, ma ci siamo sforzati di sottolinearne gli elementi comuni. Così facendo riteniamo di aver operato un superamento necessario dei paradigmi imperniati sulla frammentazione etnica del continente africano, uno dei lasciti più dannosi del colonialismo. É così possibile condurre il visitatore alla scoperta dell'infinita ricchezza d'invenzione manifestata dai produttori degli oggetti nell'adattarsi al loro ambiente naturale. Tale varietà costituisce un segnale inequivocabile di vitalità culturale, segnale che riteniamo più aderente di tanti altri alla realtà dell'Africa d'oggi. L'uso di percorsi didattici è lo strumento sperimentale che ci è sembrato più adatto per guidare i visitatori. I percorsi permettono di accostarsi agli oggetti da vari punti di vista, alla ricerca delle particolari funzioni che essi ricoprivano nelle società di origine. La pluralità di funzioni che questi oggetti evidenziano non deve stupirci: è vero che nella società contemporanea gli oggetti sono sempre più specializzati, ma non era così solo 50 anni fa, qui da noi, nelle società contadine, quando ancora gli oggetti fatti individualmente dall'uomo erano ricchi di contenuto simbolico, oltre che esser utilizzati in vario e immaginoso modo per le necessità della vita.