Arte e cultura africana oggi

STANZA 1

I Makonde vivono al confine tra il Mozambico, paese da cui anticamente provengono, e la Tanzania. I Makonde stabilitisi in Tanzania già nel secolo scorso utilizzavano maschere facciali in legno che completavano il costume del danzatore, il corpo del quale era interamente coperto di stoffa o fibre. I Makonde del Mozambico sono noti invece per la produzione di maschere-elmo che, portate sul capo dal danzatore, gli permettono di vedere all'esterno solo attraverso la stretta apertura della bocca. Gli occhi di tali maschere-elmo sono pertanto disegnati e non forati. Ora, se osserviamo le maschere facciali raccolte di recente in Tanzania, notiamo che la seconda ha gli occhi non forati. Sebbene siano usate dai Makonde della Tanzania, esse sono scolpite da scultori di provenienza mozambicana, che le hanno realizzate seguendo in parte i loro canoni formali. La maschera realizzata con un bidone di plastica, reca invece elementi estetici propri dei Makonde della Tanzania, in particolare gli occhi forati, il bottone labiale e il lungo naso diritto: questa maschera, localmente realizzata con materiali poveri, conferma la vitalità dell'arte nell'Africa contemporanea.

In occidente il preconcetto che ruota attorno all'arte africana, impone una frattura tra arte tradizionale, classica, che costituisce lo stile proprio al gruppo in esame, ed arte contemporanea. Una siffatta lettura a-storica rifiuta nei fatti la ragione stessa dell'arte come elemento creativo e sensibile d'una cultura: l'arte africana va intesa piuttosto come un processo creativo in grado d'interpretare elementi viventi di una cultura, dal pensiero religioso alle mode contemporaneee.