Zamani
Per la costruzione degli archivi visuali dell'East Africa


© Tamburo Parlante (con il patrocinio dell'UNESCO)

"Per prevedere il futuro dobbiamo preservare una visione del passato". La citazione proviene dalle prime righe di Africa Revised, un catalogo dell'UNESCO (1998) per una mostra sul lavoro fatto e ancora da fare per accrescere l'attenzione, sia a livello locale che internazionale, sui Paesaggi Culturali Africani (ACL).
Possiamo considerare gli archivi fotografici come una basilare risorsa per ogni processo di studio concernente un ACL ; essi risultano necessari sia per identificare nuovi ACL, sia per comprendere meglio la loro complessità e cronologia.
A quaranta anni dalla fine del colonialismo riteniamo sia possibile iniziare un processo di rimpatrio di immagini storiche in Africa: immagini che sono uno strumento necessario per chiunque sia coinvolto nell'arduo lavoro di ri.pensare (o scoprire/inventare/scrivere) la storia del proprio paese, anche nel caso tale processo coinvolga il livello più ristretto: la storia di un villaggio.
Questo processo che coivolgerà i più importanti archivi visuali europei e, dall'altra parte tutti i Musei ed istituzioni dei paesi dell'East Africa, non concerne gli originali, delicate tracce di luce ed ombra, immortalate su carta o vetro. Tutto considerato, toccare gli originali non è neanche necessario, nella età della riproduzione di massa delle immagini.
In Europa sono numerosi questi monumenti iconografici dell'Africa: milioni solo le fotografie conservate negli archivi ex-Coloniali, delle Società Geografici, delle Camere di Commercio, nei Musei Etnografici, presso le Missioni Cristiane. Almeno una ventina sono già stati identificati in Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Svizzera.
Progetti che investigano tali fonti storiche sono i più promettenti campi di cooperazione culturale tra partners del Sud e del Nord del pianeta: e progetti di questo tipo potranno ridare agli archivi europei una raison d'être, visto che le immagini in essi contenute non rappresentano per la comunità null'altro che un fardello, se si esclude un manipolo sempre più esiguo di studiosi.

Obiettivi

Il progetto è stato già approvato dalle autorità della Tanzania: in seguito sarà esteso a comprendere Etiopia, Kenya e Uganda.
Una mappa dettagliata degli archivi visuali europei conteneti immagini dell'East Africa sarà il primo prodotto del progetto. Esso darà informazioni dettagliate sulla consistenza degli archivi, soggetto e qualità delle fotografie. Vi sarà anche una dettagliata descrizione delle royalties richieste dall'istituzione e altre limitazioni riguardanti la riproduzione di ogni immagine.
La selezione delle immagini da pubblicare per ogni archivio è la parte più delicata del progetto. Il concetto di ACL, di recente definizione da parte dell'UNESCO, potrà utilmente essere impiegato per la definizione dei confini entro cui mantenere la riproduzione delle immagini. L'inclusione delle immagini significherà, in tale contesto, verificare il loro valore storico nei confronti di una accezione allargata del concetto di panorama culturale. In pratica questo significa che le fotografie riconducibili ai campi archeologico, della storia dell'urbanesimo e dell'architettura, dell'etnografia e delle produzioni tradizionali costituirà il nucleo della selezione.
Le immagini selezionate saranno memorizzate in formato digitale ed un database (appartenente alla famiglia di Winisis) sarà realizzato per permettere un facile accesso alle immagini. Una interfaccia grafica di facile impiego sarà pensata per renderle la fruizione possibile ad un pubblico non esperto.
Si stamperà un CD-ROM (da commercializzare a basso prezzo), contenente le immagini relative ad u singolo paese africano (in prospettiva verranno realizzati più CD-ROM, ognuno relativo ad un differente paese).
Una versione ridotta di ciascun CD-ROM sarà resa accessibile on-line al fine di fornire informazioni gratuite e allargare il bacino di utenza del progetto.